Collezione Daneu Tschinke

CLICK HERE FOR THE ENGLISH VERSION

 

Vincenzo Daneu, nato a Trieste nel 1860, a 23 anni lascia la città natale per trasferirsi a Palermo.

In pochi anni avvia un’attività commerciale di artigianato e antiquariato, con sede principale a Palazzo Santa Ninfa, su Corso Vittorio Emanuele, quasi di fronte alla Cattedrale.

Daneu aveva rapporti di amicizia e lavoro con Giuseppe Pitrè, Antonio Salinas, Vincenzo Florio, oltre che con altri antiquari palermitani. Giuseppe Pitrè era il medico di famiglia dei sei bambini Daneu, e le sue visite erano frequenti. Pitrè conosceva il tedesco che per Daneu era la lingua madre.

Daneu era un appassionato di artigianato: piacevoli e arricchenti le conversazioni colte fra il medico e il padre di famiglia. Dai loro scambi nasce in Daneu l’attenzione per il carretto siciliano. È il primo a inserirne i pezzi scolpiti e dipinti nel commercio dell’”arte paesana”, che entrerà a far parte del circuito dell’antiquariato colto.

 

I sei figli di Vincenzo collaborano tutti all’attività di famiglia. Antonio Daneu, giornalista, antiquario e critico d’arte, cura l’aspetto antropologico e artistico delle decorazioni dei carri siciliani, come attestano i molti suoi articoli pubblicati al riguardo. La figlia Ancka Daneu porta avanti il negozio del padre dopo la sua scomparsa, con grande competenza, cultura e carisma fino agli anni ’70 del secolo scorso. Mario Tschinke figlio di Ancka Daneu e nipote di Antonio Daneu, eredita i pezzi, oggetto della donazione da parte di Vincenzo e Anna Tschinke figli di Mario.

 

Molti dei pezzi oggetto della donazione sono stati esposti in varie mostre e più volte descritti in pubblicazioni.

La collezione esposta è composta da 120 manufatti per la gran parte sono relativi a “pizzi”, tra cui: 67 elementi centrali di fuso, 9 elementi centrali di chiave, 19 chiavi, 7 sponde, 6 elementi catanesi, 1 ruota, 1 fuso, un riquadro (finta sponda) raffigurante La Battaglia di Ponte Ammiraglio copia del quadro di Guttuso, 4 stanghe, 5 riutilizzi.