Disegni

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Quasi un’appendice della pittura, per Guttuso la prassi disegnativa si conferma uno tra gli aspetti centrali della sua produzione.

La considerazione che egli riservava a questa forma d’arte trova conferma nella numerosa quantità di fogli, appunti, bozzetti, illustrazioni per testi e vignette pervenuti.

Indipendentemente dal soggetto raffigurato, sia esso un paesaggio, un ritratto un personaggio esistente o vivo soltanto nel suo immaginario, l’esperienza del disegno è intesa dall’artista, sempre come impegno morale.

La matita e la china sono gli strumenti impiegati per impadronirsi di ciò che vede, e che cattura su un foglio, talvolta rimediato accidentalmente, quasi a volere contrastare l’inevitabile fugacità.

Il disegno di Guttuso non è solo strumento di indagine del mondo sensibile, ma si carica, alla stregua della sua pittura, di implicazioni esistenziali. I paesaggi siciliani, il tema dei lavoratori, i ritratti della madre, i nudi, l’universo femminile sono disposti, l’uno di seguito all’altro, come singole trame di un vissuto che è tale solo perché è composto dall’insieme di questi frammenti.

 

La sezione è arricchita dalla presenza di disegni che hanno fatto parte della collezione privata di Guttuso; lavori di Ugo Attardi, Sergio Vacchi, Franco Francese, Cesare Peverelli, Attilio Steffanoni, Vittorio Tavernari, Giosetta Fioroni, Tano Festa, Franco Angeli, Tano Zancanaro, Mirko Basaldella.

Ad essi si aggiungono quelli di artisti internazionali: i francesi Edouard Pignon e Paul Rebeyralle, l’inglese Allen Jones, l’americano Philip Evergood, lo spagnolo Josè Ortega, il cubano Renè Portocarrero, il tedesco Carl Timner.

Donati dagli autori o dai loro eredi e da collezionisti proseguono nella esposizione lavori di Bruno Munari, Nicolò D’Alessandro, Momò Calascibetta, Roberto Stelluti, Gesualdo Prestipino, Placido Scandurra, Paolo Gubinelli e Angelo Savelli.