Esposizione permanente

La collezione, oggi esposta al pubblico nel corpo di fabbrica centrale del complesso monumentale di Villa Cattolica, è composta da dipinti e disegni dell’artista oltre che di opere provenienti dalla sua collezione privata, formata da dipinti, sculture e disegni dei maggiori protagonisti del panorama artistico del XX secolo.

La collezione deriva in gran parte dalla rete di legami e sodalizi intrattenuti da Renato Guttuso con gli esponenti della scena artistica che hanno attraversato il Novecento. Le opere sono spesso regali o scambi che hanno assunto un particolare valore nella sfera esistenziale del pittore bagherese, delle quali decise di privarsi solo per la donazione al Museo.

Tra i prestigiosi dipinti di Renato Guttuso custoditi nel Museo, spiccano:

  • Gioacchino Guttuso Agrimensore (1966)
  • Autoritratto con Mimise (1966)
  • Donne stanze paesaggi oggetti (1967)
  • Ritratto di Franco Angeli (1971)
  • Nella stanza le donne vanno e vengono (1986)
  • Ritratto del padre (1930)
  • Fichidindia (1959)

Nel dicembre 2016 ulteriori donazioni e comodati hanno arricchito le collezioni del Museo con momenti di contemporaneità dell’arte, tenendo conto di quelle presenze le cui assordanti assenze non avevano offerto la possibilità di quella molteplicità creativa che interagisce con il tessuto culturale della città e del suo hinterland.

Intervento di installazione ambientale di Filly Cusenza, genio e sensibilità nella tela del Maestro Arrigo Mustiframmenti di materia spessa di Mario Liga, cartone romano con iuta da calco e gesso di Rosario Bruno, Giusto Sucato con i suoi contenuti antropologici, installazione tridimensionale di Carlo Lauricella, il rosso scarlatto di Giovanni Castiglia, la stratificazione di carte di Giovanni Leto, Gim Balistreri dalla complessa e tormentata esperienza pittorica.

Incrementi alle collezioni si sono aggiunti a partire dal 2017 con le donazioni di Turi Simeti, Alfredo Romano con l’installazione delle sue Madonne, Gianfranco Anastasio, Franco Mazzucchelli, Pino Pinelli, Chiara Dynys, Giacomo Rizzo, Riccardo Guarneri, Renato Li Vigni.

Nel 2018 Paolo Baratella dona la sua grande opera “Che fare? I funerali di Guttuso”.

In occasione del 50° dalla nascita del Museo, la collezione è stata arricchita da nuove donazioni.

Presentazioni di libri, di manufatti d’arte, meeting su argomenti diversificati, seminari, mostre di eccellenze territoriali e non, organizzate o semplicemente ospitate, hanno fatto da corollario alla lunga attività.

Le opere della collezione permanente rappresentano un nucleo composito che testimonia la varietà e la complessità della cultura figurativa siciliana del XIX e XX e inizio del XXI secolo.

All’interno del percorso espositivo, il dato cronologico è solo il punto di partenza di una narrazione che trascende i limiti temporali. Ogni opera intrattiene una relazione tanto con i lavori della collezione del museo, quanto con i fenomeni artistici di portata più estesa, verificatasi negli stessi anni in Italia e all’estero.

L’allestimento traccia una linea, che seppur non mantiene sempre un andamento retto, ricostruisce il percorso, fatto di precorrimenti e, talvolta ritorni, seguito dagli artisti nati in Sicilia, o lì approdati, per ragioni biografiche e artistiche.