Renato Guttuso. La potenza dell'immagine 1967 - 1987
Nota dei curatori
Fabio Carapezza Guttuso - Dora Favatella Lo Cascio
Sull’onda memoriale dei quadri autobiografici si concludeva, nel 2003, la mostra Renato Guttuso, dal Fronte nuovo all’Autobiografia, organizzata dal Museo Guttuso, in collaborazione con gliArchivi Guttuso, per proseguire, dopo anni di ricerche, il percorso iniziato nel 1987 con l’esposizione Dagli esordi al Gott mitt Uns, la prima dedicata a Renato Guttuso dopo la sua morte, curata da Maurizio Calvesi e Dora Favatella Lo Cascio.
Dalle nuove riflessioni dell’artista che, dopo l’Autobiografia e attraverso l’Autobiografia, fa emergere i rapporti nei quali la sua pittura si era sviluppata, determinando nuovi valori di riferimento, anche formali, prende vita il terzo ed ultimo progetto espositivo.
Un progetto che ha come fulcro la nuova dimensione acquisita dall’immaginazione guttusiana, una forza creativa in grado di contrapporre al dato reale la sua imago. Un’acquisizione che consente al pittore di sostanziare il principio che sta alla base della sua poetica: «la potenza dell’immagine».
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Il sindaco di Bagheria
Biagio Sciortino
Sono passati vent’anni dalla scomparsa del Maestro Renato Guttuso, e questa mostra che racconta del suo ultimo periodo come artista ed intellettuale, oltre ad essere un doveroso omaggio rende l’idea di come la sua figura sia ancora viva nella memoria di Bagheria. Guttuso ha amato la sua terra, la portava dentro di sé e la raccontava con quei colori e con quella luce che solo chi poteva amarla a tal punto avrebbe saputo riconoscere.
La sua opera è pertanto piena di sapori e di profumi di questa terra, come egli stesso racconta nella Vucciria. Chi non ha negli occhi quest’opera così magnificente e così vera? Per questo Guttuso è decisamente un artista di grande spessore, egli riusciva a trovare il senso della vita, a scavare nello spirito degli uomini attraverso la quotidianità di ogni uomo che incontrava, o di ogni luogo che conosceva.

