Scopri Bagheria

Villa Butera

Quando nel 1658 Giuseppe Branciforti, principe di Pietraperzia e di Leonforte, cavaliere del Vello d’Oro, dopo la rivolta di Napoli con Masaniello e di Palermo con Giuseppe D’Alessi, perse la speranza di avere il trono di Sicilia, decise di ritirarsi come un eremita nelle terre di Bagheria. Per tale motivo, sul portone d’ingresso della torre merlata tramite cui si accede al palazzo – non a caso rivolta ad occidente, verso Palermo – il principe fece scolpire «O corte a Dio»…

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Villa Cutò

Costruito tra il 1712 e il 1716 per volontà del principe di Aragona, Luigi Onofrio Naselli, su disegno dell’architetto Giuseppe Mariani, il Palazzo Aragona Cutò è ubicato nella via Consolare nei pressi della Stazione ferroviaria della città di Bagheria.
Ha una massiccia struttura quadrangolare, sormontata da una vasta loggia-belvedere, la cui vista in lontananza incuriosisce e attrae.

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Villa Ramacca

Costruita intorno alla metà del XVIII secolo dal principe di Rammacca, Bernardo Gravina, si trova alle falde del monte Catalfano. Ad essa si accede da un lungo viale che attraversa un giardino ricco di piante esotiche. Di estrema semplicità nelle sue linee architettoniche, il palazzo presenta sul fronte della corte un’ampia terrazza, tutta ammattonata con maiolica colorata, e con balaustra in pietra di tufo d’Aspra, che domina tutta Bagheria.

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Villarosa

Don Placido Notarbartolo, duca di Villarosa, dà inizio alla costruzione della villa, alle falde del monte Giancaldo, intorno al 1770. I lavori vengono iniziati su progetto dell’architetto di famiglia Venanzio Marvuglia e poi seguiti via via da altri architetti fino alla fine dell’Ottocento. La villa è una costruzione rettangolare a due piani, e presenta all’ingresso principale un grande portico in stile corinzio, ad otto colonne, al quale si accede da un’ampia scalinata in tufo arenario.

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Villa San Cataldo

Costruita agli inizi del Settecento dalla famiglia dei principi Galletti di San Cataldo, fu poi radicalmente trasformata alla fine dell’Ottocento, sia internamente che esteriormente, e decorata in stile neo gotico come oggi appare. Dell’originaria struttura settecentesca non resta che la chiesetta e l’ampio giardino all’italiana. Nulla si sa del suo progettista, e tantomeno di colui che ne apportò le ulteriori modifiche.

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Villa Sant'Isidoro de Cordoba

L’organizzazione attuale del piano nobile di Villa Sant’Isidoro De Cordova è databile alla metà del Settecento come attesta la firma e la data riportata nella decorazione del grande salone dipinto a “trompe l’oeil”, il 1753. A questo periodo è riconducibile la maggior parte delle opere di trasformazione dell’edificio, anche se ulteriori interventi vengono eseguiti nella seconda metà dell’Ottocento dopo che una Del Castillo sposa, nel 1849, un De Cordova.

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