Alla scuola Ducato di Bagheria, tra le più famose della Sicilia, dette inizio nel 1895 Michele Ducato e continuatori della sua opera furono i suoi stessi figli Onofrio, Ernesto, Giovanni, Domenico e Giuseppe ritenuti maestri di abilità impareggiabile da tanti estimatori, tra i quali, Renato Guttuso che espresse tutta l’ammirazione per la loro arte anche attraverso un famoso dipinto Il pittore di carretti del 1966, appartenente al ciclo autobiografico.
Le strade siciliane, quando Guttuso era giovane, erano ancora percorse da numerosi carretti, mezzo di trasporto tra la campagna e la città, caratterizzati da ricchissime decorazioni, figurazioni e racconti pittorici nelle fiancate, intagli e piccole sculture lungo i bordi della struttura lignea, prodigi di maestria nei ferri battuti che tenevano insieme le parti lignee.
Ricordava Guttuso: “Da bambino mi incantavo per ore davanti al pittore di carretti Emilio Murdolo la cui bottega si apriva sulla strada quasi di fronte alla casa in cui abitavo. Poi conobbi Michele Ducato che di quest’arte fu un vero maestro”.
La sede storica della bottega, aperta nel 1895 era collocata sull’asse principale di collegamento tra Bagheria e Palermo, un tempo Via Consolare, oggi Via Rammacca, di fronte a Villa Cattolica. Accanto alla bottega, sul fronte della quale campeggiava l’insegna Ducato Bro’s Picture’s, vi erano quelle di un carradore, di un maniscalco e di un fonditore, quindi un’area produttiva esclusivamente finalizzata alla completa realizzazione del carretto.
Anche la scelta del luogo mette in luce un’operazione di marketing ante-litteram, poiché quell’asse viario rappresentava il collegamento principale per i trasporti, nonché un passaggio obbligato per i viaggiatori stranieri, per quelle che furono le forze militari anglo-americane e per tutte le personalità che hanno lasciato testimonianza della loro presenza in bottega con autografi ed attestazioni tra cui: Palmiro Togliatti, Alcide De Gasperi, Cesare Zavattini, Elio Vittorini, Fosco Maraini, Ignazio Buttitta, Carlo Levi.
Nel 1966, il Museo ebbe l’opportunità di acquistare la bottega di Domenico Ducato, con l’obiettivo non solo di conservare e tramandare quel patrimonio di conoscenza tecnica e manuale con il quale la cultura popolare si raccontava, ma di procedere in sintonia con il percorso museale per ricostruire un rapporto documentato di arte e di amicizia con Renato Guttuso.
La raccolta comprende un carretto da lavoro costruito negli anni Cinquanta e dipinto nel 1985 da Domenico Ducato, un considerevole numero di veline e disegni eseguiti dai vari componenti della famiglia, selezionati in modo da rappresentare ben 24 cicli o repertori della pittura di carro, ex voto, sponde. Inoltre, di importante valore documentale testi relativi alle principali fonti letterarie, costituite dalle opere pubblicate in dispense dall’editore Nerbini, con illustrazioni disegnate per lo più da Tancredi Scarpelli e da Fabio Fabbi alla fine del XIX secolo.
Dato in comodato d’uso da Salvatore Accomando, figlio di uno dei più famosi costruttori di carro della Sicilia occidentale: Giovanni Accomando che ebbe bottega a Bagheria, dal 1944 al 2011, lavorando sino a novantadue anni.
Salvatore divenne collezionista sin da ragazzo e la sua raccolta offre uno spaccato di laboratori pittorici che riuniscono i Ducato (sia i figli del capostipite Michele, che quelli del fratello Domenico), Emilio Murdolo, Mariano Picciurro, Paolo Cardinale, Giulio Canadese, Tommaso Scirè, a partire dal 1930 fino a nostri giorni con Michele Ducato, figlio di Giuseppe, che testimonia gli episodi della tradizione pittorica.
Di recente la sezione è stata arricchita da una significativa collezione, in comodato d’uso, data da Salvatore Accomando, figlio di uno dei più famosi costruttori di carro della Sicilia occidentale: Giovanni Accomando, che ebbe bottega a Bagheria, dal 1944 al 2011.
La raccolta offre uno spaccato di laboratori pittorici che riuniscono i Ducato – sia i figli del capostipite Michele, che quelli del fratello Domenico – Emilio Murdolo, Mariano Picciurro, Paolo Cardinale, Giulio Canadese, Tommaso Scirè, a partire dal 1930 fino ai nostri giorni con Michele Ducato, figlio di Giuseppe, ultima testimonianza della tradizione pittorica a Bagheria.
Mario Tschinke figlio di Ancka Daneu e nipote di Antonio Daneu, eredita i pezzi, oggetto della donazione da parte di Vincenzo e Anna Tschinke figli di Mario.
Molti dei pezzi oggetto della donazione sono stati esposti in varie mostre e più volte descritti in pubblicazioni.
La collezione esposta è composta da 120 manufatti per la gran parte sono relativi a “pizzi”.